giovedì 20 giugno 2013















Renato Guttuso nasce il 26 dicembre 1911 a Bagheria.
I genitori, in seguito ad un contrasto con la città a causa delle loro idee liberali, preferiscono denunciarlo a Palermo il 02 gennaio 1912.
Già appena tredicenne, si evince il talento di Guttuso e comincia a firmare e datare i propri quadri. Sono piccole tavolette dove per lo più copia i paesaggisti siciliani dell'ottocento.
Durante questi anni dipinge anche dei ritratti come quello del padre, il Cavaliere Gioacchino Guttuso Fasulo, inizia a frequentare l'ambiente artistico palermitano e nel 1928 partecipa a Palermo alla sua prima mostra collettiva.
Nel 1931 partecipa con due quadri alla Quadriennale Nazionale d'Arte Italiana a Roma e ha occasione di vedere dal vivo le opere dei più grandi artisti italiani che lo impressionano profondamente. Per vivere a Roma esegue alcuni lavori di restauro ed è in questo periodo che ha modo di legarsi ad artisti come Mario Mafai, Francesco Trombadori. Corrado Cagli, Pericle Fazzini, Mirko e Afro.
Espone per la seconda volta a Milano, alla galleria del Milione con il "Gruppo dei 4" che aveva fondato a Palermo con Giovanni Barbera, Nino Franchina e Lia Pasqualino Noto.
A causa del servizio militare trascorre il 1935 a Milano, dove ha occasione di stringere grandi amicizie con artisti come Birolli, Sassu, Manzù, Fontana ed intellettuali come il poeta Salvatore Quasimodo, Raffaele de Grada, Elio Vittorini, il filosofo Antonio Banfi, Raffaele Carrieri, Edoardo Persico. Nel 1937 si trasferisce definitivamente a Roma dove la sua prima personale viene presentata dallo scrittore Nino Savarese.
Sono gli anni delle straordinarie nature morte, della Fucilazione in campagna, della "Fuga dall'Etna", che riceverà il premio di Bergamo, in quel momento il più importante premio di pittura in Italia.
Continua la sua straordinaria produzione artistica dipingendo nudi, paesaggi, nature morte e realizza la "Crocefissione" (1940-1941), la sua opera più famosa ed uno dei quadri più significativi del Novecento, presentato al premio di bergamo nell'autunno del 1942, dove riceverà il secondo premio, suscita un grande scandalo e il Vaticano proibisce ai religiosi di guardare l'opera.
Nel 1943 lascia Roma per motivi politici e partecipa attivamente alla resistenza antifascista.
Della lotta partigiana ha lasciato una struggente testimonianza artistica nella serie di disegni realizzati con inchiostri delle tipografie clandestine intitolati "Gott mitt Uns"........ "Dio è con noi".
A Parigi con Pablo Picasso stringe un'amicizia che durerà tutta la vita e in Italia insieme ad alcuni amici ed artisti tra i quali Birolli, Vedova, Marchiori, Cairola, fonda il movimento Fronte Nuovo delle Arti con l'obbiettivo di recuperare le esperienze artistiche europee che a causa del fascismo erano poco conosciute in Italia. La sua pittura è caratterizzata soprattutto da temi sociali e di vita quotidiana: picconieri della pietra dell'Aspra, zolfatari, cucitrici, manifestazioni di contadini per l'occupazione delle terre incolte.
Gli anni che vanno dal 1950 al 1965 per Guttuso furono gli anni dove, grazie alle sue opere e ai suoi scritti di teoria e critica d'arte, collabora con le più grandi riviste italiane prendendo posizione nel dibattito sul realismo. Anni in cui diverse città tra cui New York, gli dedicano importanti mostre e antologiche di grande successo. Sposa Mimise Dotti, conosciuta durante la premiazione della sua opera "Fuga dall'Etna".
Dalla metà degli anni '60 inizia a realizzare il grande ciclo dell'Autobiografia, serie di dipinti che verranno ospitati in vari musei, tra i quali uno dei più belli bisogna ricordare "Gioacchino Guttuso Agrimensore" (1966) omaggio al padre.
Gli anni '70 sono caratterizzati dalla creazione della sua opera "La Vucciria" (1974) che celebra il popolare mercato di Palermo e dalla scelta di un importante nucleo di opere, sue e di altri artisti, che costituiranno la base per istituire la Galleria civica a Bagheria.
Il 18 gennaio del 1987 muore lasciando alcune opere, tra le più importanti, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Il Museo Guttuso, che ha sede nella settecentesca Villa Cattolica, raccoglie così la più ampia collezione di opere, quadri, disegni e grafica dell'artista basti pensare che dopo la sua morte, il figlio adottivo Fabio Carapezza Guttuso fonda gli Archivi Guttuso, cui destina lo studio di Piazza Grillo, e integra la collezione del museo di Bagheria.
Gli Archivi Guttuso hanno uno scopo ben preciso tra cui organizzare numerose mostre, come quella in Germania nel '91, a Londra e Ferrara nel '96 e nel decennale della sua morte, una grande mostra, incentrata sulla collaborazione tra Guttuso e il teatro musicale.  





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