venerdì 14 giugno 2013

Salvatore Fiume


Salvatore Fiume nasce a Comiso, in Sicilia il 23 ottobre 1915.
A sedici anni, grazie al suo talento ed alla sua passione per l'arte, vinse una borsa di studio per frequentare il Regio Istituto d'Arte del Libro di Urbino, dove apprese le tecniche della stampa, dall'incisione alla litografia.
A ventitré anni, Fiume si trasferì ad Ivrea, dove divenne art director di una rivista culturale voluta e seguita da Adriano Olivetti; in questi anni realizzò la sua prima opera letteraria di successo, il romanzo "Viva Gioconda!", pubblicata a Milano nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini.
Volendo dedicarsi soprattutto alla pittura, nel 1946 lasciò Ivrea per stabilirsi a Canzo in una filanda ottocentesca dove iniziò il suo intenso percorso di ricerca oltre che nella pittura, anche nella scultura e nell'architettura. Nello stesso anno presentò una serie di disegni a tempera e a china al poeta e critico d'arte Raffaele Carrieri ed al pittore e scrittore Alberto Savinio fratello dell'ormai affermato pittore metafisico Giorgio de Chirico.
Dal 1949, anno in cui si tenne la sua prima esposizione alla Galleria Borromini di Milano, seguirono diverse realizzazioni di opere e capolavori italiani tra cui la grande tela, dal titolo "Le leggende d'Italia" che rappresentava una città immaginaria rinascimentale ricca di capolavori italiani del Quattrocento e Cinquecento, il ciclo dei dieci grandi dipinti dal titolo "Le avventure, le sventure e le glorie dell'antica Perugia" dove si evince la passione di Fiume per la pittura rinascimentale. Altro elemento importante che che evidenzia la creatività di Salvatore Fiume sono le esperienze come scenografo teatrale (1950-1960) al Teatro alla scala di Milano, al Covent Garden di Londra, al Teatro dell'opera di Roma ed al Teatro Massimo di Palermo.
Per il pittore iniziò quindi una fase di contatti, viaggi ed esposizioni per tutto il mondo.
Tali viaggi ebbero per Fiume un' importanza notevole nella raccolta di impressioni, suoni, forme e colori di culture antiche e moderne, che accrebbero la sua personalità artistica fornendogli materiale per l'espandersi di un immaginario globale, ma sempre disciplinato dalla classicità mediterranea. Infatti a partire dal 1962 le sue opere iniziarono a toccare i diversi musei della Germania e dell'Etiopia.
Seguirono, durante la metà degli anni '70. l'esposizione nella grande sala delle Cariatidi, per la prima volta, della "Gioconda Africana", ora custodita nei musei Vaticani e la realizzazione del progetto di rivitalizzare gratuitamente il centro storico di Fiumefreddo con alcune sue opere. Fiume decise di dipingere alcune pareti interne ed esterne dell'antico castello semidiroccato.
Negli anni '90 iniziò le sue prime sculture in bronzo che collocò nelle due piazze di Fiumefreddo, donò anche un suo dipinto al Museo Gauguin di Tahiti, luogo in cui aveva vissuto e visitato, in omaggio al grande maestro francese.
Come sculture Fiume debuttò nel 1944 con un'esposizione per la Galleria Artesanterasmo di Milano. In realtà le sue prime esperienze furono alcuni bassorilievi in gesso risalenti agli anni quaranta. In seguito utilizzò anche altri materiali come il vimine, la ceramica, il bronzo, il marmo e la resina. All' età di 79 anni,     Fiume realizzò personalmente sculture di notevoli dimensioni, come "Le tre grazie", dal modello in plastilina alla forma definitiva in resina policroma: un impegno estremamente faticoso che, a detta dei famigliari, contribuì anche a minare la salute dell'artista.
La sua produzione comprende opere in pietra, bronzo, resina, legno e ceramica, alcune delle quali di grande dimensioni, come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, il gruppo bronzeo per la Fontana del Vino a Marsala.
Salvatore Fiume morì a Milano il 3 giugno 1997.




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